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La vergognosa questione dei “Baby SSN”: lo stato dell’arte e la proposta per eradicarla.

In ogni concorso di specializzazione di area medica vi sono dei posti “riservati” a medici che sono assunti a tempo indeterminato in strutture sanitarie pubbliche o private accreditate. In questi ultimi concorsi abbiamo evidenziato la piaga dei cosiddetti “Baby SSN” ovvero colleghi neolaureati che nell’esiguo periodo che intercorre tra la loro abilitazione e il concorso di specializzazione. Tali colleghi, conseguendo un punteggio di bassa entità, non hanno alcuna possibilità di immatricolarsi con contratti di specializzazione statali o regionali ma sono riusciti ad immatricolarsi in contratti SSN in specializzazioni molto ambite come Cardiologia o Dermatologia. L’Associazione ALS ha analizzato, alla data odierna, i vincitori dei 147 contratti SSN dell’ultimo concorso di specializzazione 2020. Tali analisi hanno evidenziato che il 50% dei vincitori si è abilitato dopo il 2018 e il 40% dei vincitori ha meno di 30 anni. Fermo restando che l’Associazione approva l’esistenza di questa tipologia di contratti poiché esse non incidono sulle casse dello stato. Tuttavia, occorre estirpare il malcostume, sebbene sia legale, di vedere colleghi under 30 che sono assunti a tempo indeterminato appena conseguita l’abilitazione. La proposta dell’Associazione ALS è di inserire, come parametro per concorrere a tali borse, l’obbligatorietà di essere assunti a tempo indeterminato da 24 mesi dall’atto di iscrizione al concorso di specializzazione

ANALISI CON TUTTI I DATI (AGGREGATI ED ESTESI):

Road to SSM2021: Baby SSN (319 download)
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